Letter to a lover

Letter to a lover

Tesoro dagli occhi color oceano,
sai dove mi trovo adesso?
Non lo crederesti. Oppure sì. Tu mi conosci.
Mi conosci da sempre.
Non sono mai riuscita ad essere meno di me stessa con te.
Nel bene e nel male.
Una vita. Tutta una vita trascorsa insieme.
Insieme nei pensieri.
Insieme in quegl’incontri diluiti in un tempo a quattro quarti.
Indimenticabili avventure in giro per l’Italia.
Un caso fortuito il nostro primo incontro.
Tu potevi essere un serial killer e io la protagonista di Misery.
Tu avresti potuto uccidermi con la lama affilata di un cd di Frank Zappa
e io con le mie lasagne assassine.
Alla fine, per fortuna, siamo morti di una morte diversa.
Quasi psichedelica.
Ricordi la mostra della Lempicka?
Ricordi il piccolo attico con megavasca di quella villetta bergamasca?
E il gatto che s’era ficcato sotto il letto e che non voleva uscire?
O quel giorno in cui avremmo dovuto far colazione
coi cornetti caldi al pistacchio al mare
e, invece, siam finiti per girare la città a piedi
per far sistemare la macchina?
Avventure.
Perchè siamo un pò pirati delle nostre vite.
Perchè non c’è mai piaciuto farci incollare delle etichette.
Perchè siamo noi e basta.
Liberi di scoprirci.
Liberi di divertirci.
Liberi di essere noi.
Liberi.
Ancora adesso, se ti guardo negli occhi,
rivedo la voglia d’un tempo.
Di combattere per una vita diversa.
Per un mondo diverso.
Ancora adesso, guardandoci, rivedo le stesse teste di cazzo di 40 anni fa.
Ognuno con la sua vita, con la sua famiglia.
Ma con gli stessi principi.
E con lo stesso odore di buono.